Ritorna il 10 e 11 luglio Vino Vip Cortina la kermesse biennale firmata Civiltà del Bere, dedicata all’eccellenza vitivinicola italiana.
Giunta alla sua tredicesima edizione, la due giorni ampezzana vedrà lo svolgersi di una serie di incontri in cui il mondo del vino verrà analizzato nelle sue varie sfaccettature.

Sul palco dello storico Alexander Girardi Hall avrà luogo il tradizionale talk show che quest’anno verterà sul tema delle “nuove competenze”, ovvero il patrimonio di conoscenze indispensabili a chi opera a livello professionale nel mondo del vino, sia nell’ambito della produzione sia per la comunicazione e i servizi.
Tra i relatori, prestigiosi imprenditori e i sostenitori della manifestazione, selezionati ciascuno per un’area di expertise molto specifica: Vinitaly (promozione), Foragri (formazione continua in agricoltura), Della Toffola (enologia) e Vivai Cooperativi Rauscedo (vivaismo).

Nella giornata di lunedì 11, dalle ore 15.30 alle ore 19, si apriranno le porte del Grand Tasting VinoVip Cortina 2022 all’interno della suggestiva Club House del Golf Club Cortina, ai piedi dei Monti Faloria e Cristallo. Ognuna delle Cantine presenterà tre etichette d’alta gamma (tra classici e novità) a operatori del settore, giornalisti italiani ed esteri e anche ai wine lovers più esigenti.

“Siamo molto felici di poter alzare nuovamente il sipario sull’evento più prestigioso organizzato dalla nostra rivista”, dichiara il direttore di Civiltà del bere Alessandro Torcoli. “Dopo due anni di pausa forzata, è esaltante riproporre il format VinoVip, che è una manifestazione di interazioni oltre che di degustazioni. Ne abbiamo tutti bisogno, per riprendere il discorso delle relazioni interpersonali a lungo sacrificate. Per i wine lover sarà come sempre un’occasione per assaggiare le più prestigiose produzioni italiane in un contesto di straordinaria bellezza”.

Di seguito l’intervista di Francesco Mancini al direttore di Civiltà del Bere Alessandro Torcoli 

Dopo tre anni torna finalmente VinoVip a Cortina: che edizione sarà dopo lo stop forzato e la pandemia?

Vino Vip rappresenta il fiore all’occhiello degli eventi organizzati da Civiltà del bere. Dopo due anni di stop non vedevamo l’ora di ripartire. Sarà un VinoVip di sostanza: come sempre avremo l’élite dell’enologia italiana rappresentata da 59 aziende leader nel settore e poi, considerata la pausa e la situazione sanitaria, abbiamo deciso di compiere un ritorno alle origini: perciò il focus sarà maggiormente sul talk show la domenica e il Wine tasting aperto a tutti il lunedì.

A causa del Covid la 13^ edizione cadrà per la prima volta in un anno pari: verrà mantenuta questa biennalità o sono previste due edizioni consecutive?

È vero, per la prima volta l’evento cadrà in un anno pari. Manterremo questa nuova biennalità alternando l’edizione montana a Cortina con l’edizione al mare a Forte dei Marmi, inaugurata prima della pandemia nel 2018. La casualità di organizzare VinoVip Cortina negli anni pari avrà per noi anche il vantaggio simbolico di far coincidere la 15^ edizione con l’anno olimpico di Milano-Cortina 2026; il binomio ci lega da sempre alla conca ampezzana, essendo la sede della rivista a Milano e l’evento clou da noi organizzato a Cortina.

Vino Vip è diventato, edizione dopo edizione, un appuntamento irrinunciabile per gli addetti ai lavori e per tanti appassionati: qual è il segreto del suo successo?

Il segreto sta sicuramente nell’aver puntato da subito ad organizzare un evento di alto livello, con aziende selezionate e leader nel settore. Poi sicuramente, da parte nostra, abbiamo sempre profuso il massimo della professionalità e dell’accuratezza con cui ogni volta è pensato e organizzato. Infine a VinoVip i visitatori hanno la possibilità di comunicare direttamente con il produttore, che degusta insieme all’ospite i propri prodotti di punta e ne spiega ogni segreto e sfaccettatura; ciò non avviene facilmente in altre fiere enologiche più grandi. Ovviamente il tutto è contornato da una location tra le più belle ed esclusive al mondo come Cortina d’Ampezzo.

Quest’anno il tradizionale Wine-Tasting delle Aquile del rifugio Faloria sarà sostituito dal Grand Tasting al Golf Club. Scelta dovuta alla recente pandemia o era già prevista dall’organizzazione?

Il Wine Tasting finale, aperto a tutti, accoglie di solito tra le 400 e le 700 persone a seconda del meteo. Quest’anno avevamo bisogno di un posto raggiungibile via terra anziché con la funivia. L’emergenza pandemica è ancora recente e non del tutto superata, e il fatto di dover utilizzare la funivia come unico mezzo di andata e ritorno avrebbe potuto scoraggiare molti. Al Golf Club invece tutti i wine lovers potranno incontrare i produttori in una cornice comunque esclusiva, che offre una visione bellissima sulle Dolomiti ampezzane.

Pino Khail è il fondatore di Civiltà del bere nel ’74, e promotore del Vino Vip nel ’97. A lui dal 2011 è dedicato l’omonimo premio: qual è un ricordo o un aneddoto che le viene in mente su questa figura così carismatica?

Pino Khail per me è stata una figura doppiamente fondamentale: sia nella vita, essendo mio nonno, sia nel mestiere, avendo condiviso la stessa professione. Quello che ripeto ai nuovi collaboratori, che non hanno avuto la fortuna di incontrarlo, è una frase che mi ripeteva spesso: “Sono i dettagli che trasformano un successo in un trionfo”. L’impostazione di base e i fondamentali di Civiltà del bere, che mio nonno aveva ben saldi, sono rimasti intatti: la professionalità, la serietà e la cura dei dettagli; poi c’è la storia comune di giornalisti, che indirizzano la loro passione sul vino e la cultura da esso generata. Ovviamente, da quando sono direttore ho cercato di restare al passo con i tempi e la comunicazione, che negli ultimi anni è cambiata enormemente, aggiornando il sito, la grafica e anche la copertina della rivista.

Tante realtà vitivinicole, pensiamo per esempio alla Nuova Zelanda, al Sud Africa, all’Australia e al Cile e ad altre, stanno vivendo un grande sviluppo anche sui mercati internazionali. Possono contendere l’egemonia italo-francese a livello mondiale, o le realtà europee hanno un background troppo strutturato?

L’evoluzione che c’è stata negli ultimi anni a livello mondiale può essere vista anche in un’accezione positiva. I paesi emergenti hanno avuto uno sviluppo enologico veloce perché hanno un approccio più scientifico al vino. Gli enologi hanno profuso anni a studiare in Francia e in Italia le tecniche e, una volta rientrati nel loro paese, le hanno messe a frutto con una metodicità che ha consentito loro di compiere un enorme balzo in avanti. Francia e Italia d’altra parte, pur avendo un approccio più tradizionale, hanno approfittato per migliorare anche i loro prodotti, alzando ulteriormente l’asticella. Se questa globalizzazione portasse a snaturare i nostri prodotti, virando solo verso logiche di mercato e commerciali, sarebbe pericolosa, se invece servisse a migliorarli, come è capitato, allora ben venga, in quanto si innescherebbe un circolo virtuoso.

I prossimi obiettivi di Civiltà del bere?

Tra i nostri propositi c’è sicuramente quello di riprendere con continuità l’alternanza VinoVip montagna-mare, quindi Cortina d’Ampezzo e Forte dei Marmi. Poi abbiamo proposto il primo concorso enologico italiano sul modello di Decanter, WOW! The Italian Wine Competition per premiare ogni anno i vini più meritevoli. A breve lanceremo la Vinology Academy basata sulla trilogia di libri “Vinology” edita da Rizzoli e dedicata alla degustazione, ai vitigni italiani e ai vitigni internazionali. Insomma, le attività in questo 2022 sono riprese a pieno regime.”

 

Intervista originale qui  

Per informazioni  vinovipcortina.it

 

 

 

 

 

Vorresti approfondire la tua conoscenza sul mondo del vino?
Lo puoi fare da casa tua insieme a Sorsi e Percorsi quando e con chi vuoi clicca  ▶️ QUI