Nella seconda metà dell’ottocento le viti europee vennero attaccate dalla fillossera, un afide proveniente dall’America del Nord e l’intero vigneto europeo venne messo a rischio di sopravvivenza.
Fu una delle minacce più difficili da combattere considerando che le viti europee a differenza di quelle americane, non davano alcun segnale dell’attacco dell’afide che distruggeva le radici delle piante quasi in sordina.
Nel momento in cui l’apparato fogliare dava segno di attecchimento, oramai la pianta era irrimediabilmente distrutta.
In realtà alcuni vigneti vennero risparmiati dalla fillossera e si trattava di quelli situati ad alta quota (oltre i 1000 m. s.l.m.) perché i repentini sbalzi termici rendono difficoltosa la sopravvivenza dell’insetto, quelli su terreni sabbiosi e/o argillosi che impediscono all’afide di muoversi agevolmente, e quelli ubicati su terreni con ristagni d’acqua per periodi medio-lunghi perché l’afide non sopravvive in acqua.
La soluzione al grosso problema causato dalla fillossera fu quella di procedere con un innesto fra parte radicale (portainnesto) di alcune varietà di vite americana il cui apparato radicale risultava resistente all’attacco della fillossera e parte aerea di vite europea.
Da allora la maggior parte delle viti europee sono il risultato di questo innesto.
Esistono alcuni rari casi di ceppi europei che riuscirono a salvarsi dall’attacco della fillossera vuoi perché situati ad oltre 1000 m.s.l.m. (Valle d’Aosta, Etna), vuoi perché piantati su terreni sabbiosi (Sicilia, Sardegna, Campania).
Si tratta di viti prephylloxera con un’età minima di 120 – 130 anni e rese di produzione bassissime.
Che cosa differenzia i vini prephylloxera dai vini da portainnesto?
Innanzitutto nelle viti con portainnesto la ‘comunicazione’ tra apparato radicale e fogliare avviene attraverso un intermediario, mentre nelle viti a piede franco considerando che ceppo ed apparato fogliare sono un tutt’uno la struttura vitale è diretta.
Ciò comporta per i vini da piede franco, caratteristiche di maggiore eleganza, sapidità/mineralità più marcata, tannini fini e profumi più complessi.
Maria Teresa Gasparet 13 Gennaio 2021
