La più antica denominazione italiana D.O.C.G. compie 40 anni.
Fu nel 1980 che venne rilasciata dal Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste la prima fascetta D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) con il numero di serie AA 000001 al Vino Nobile di Montepulciano
Fascetta che oggi è gelosamente custodita dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano.
Come spesso accade, il percorso per l’ottenimento della D.O.C.G. è stato molto lungo (dal 1963 al 1980) e travagliato.
Dal mese di luglio di quest’anno si è aggiunta in etichetta la dicitura “Toscana” per dare una maggiore identità al vino.
Il Vino Nobile di Montepulciano è ottenuto con almeno il 70% di Prugnolo Gentile che è un biotipo del vitigno Sangiovese e per un massimo del 30% di uve di vitigni a bacca nera e a bacca bianca (max.5%) autorizzati per la coltivazione nella regione Toscana.
La zona del Vino Nobile interessa l’area collinare (da 200 a 600 metri slm) del comune di Montepulciano in provincia di Siena.
Il disciplinare del Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. prevede l’affinamento di almeno due anni, dei quali almeno uno in botti di legno
La versione Riserva prevede un periodo di affinamento di almeno tre anni di cui minimo uno in recipienti di legno e 6 mesi di in bottiglia.
Dal punto di vista organolettico presenta un colore rosso rubino intenso che con l’invecchiamento vira al granato.
Il profumo è intenso talvolta etereo con caratteristiche note fruttate di ciliegia, amarena, frutti rossi maturi, floreali di viola e sfumature speziate.
Al gusto è un vino di elegante struttura, con tannino piuttosto spiccato che ne consente un lungo affinamento.
Maria Teresa Gasparet 25 settembre 2020
