La doc Friuli Aquileia raccontata da Maria Teresa Gasparet su Bibenda la rivista mensile della Fondazione Italiana Sommelier.
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FRIULI AQUILEIA di Maria Teresa Gasparet
DOC FRIULI AQUILEIA: millenni di tradizione per i vini amati dalla corte imperiale romana
Aquileia, cittadina friulana patrimonio dell’umanità dal 1998, conosciuta per la presenza di uno dei siti archeologici più importanti al mondo, è stata protagonista di prim’ordine nella storia dell’impero romano, tale da essere considerata la “seconda Roma”.
La città, per la sua posizione geografica e con l’intersezione delle maggiori strade di collegamento commerciale come la via Postumia, la via Iulia Augusta, costituiva il fulcro del commercio. Oggi si direbbe punto nodale d’import-export. Inoltre, costituiva il punto di partenza delle strade che si diramavano verso il Bacino Danubiano e la Via dell’Ambra che giungeva in Italia dal Mar Baltico.
Aquileia ebbe un forte sviluppo come naturale apertura al mare. Divenne, infatti, oltre uno sbocco dei principali traffici marittimi del Mediterraneo che risalivano l’Adriatico fino al suo porto fluviale, anche “…un deposito di vini perché solo da lì e per via fluviale si potevano raggiungere le legioni assetate, risparmiando sui costi dell’assai più lungo tragitto da Roma” (da Roma Caput Vini di G. Negri e E. Petrini ed. Mondadori)
I numerosi ritrovamenti di antichi scritti, anfore, bicchieri documentano la presenza della vite e la commercializzazione del buon vino, sin dall’epoca Romana, per imbandire le tavole imperiali con i vini provenienti da questo territorio.
Un vino, in particolare, aveva una sua “nicchia”: il Pùcinum, come testimoniato da Plinio il Vecchio, che lo collocava tra i “vina generosa del mondo antico”; era celebrato anche dai Greci con il nome di Pictaton ed è menzionato in altri antichi scritti come Racimulus Fuscus. Sicuramente si tratta dell’attuale Refosco dal Peduncolo Rosso… a noi piace pensarla così.
Oggi Aquileia, priva dei fasti di allora ma non di fascino, è una delle Doc della Regione Friuli Venezia Giulia. Riconosciuta nel 1975, si estende su un lembo di terra pianeggiante in provincia di Udine che dalla Laguna di Grado prosegue a nord verso Aquileia e Cervignano del Friuli, fino a raggiungere la fortezza di Palmanova, sito Unesco.
Le caratteristiche pedoclimatiche di quest’area sono estremamente favorevoli allo sviluppo ottimale della vite e consentono di ottenere vini di ottima qualità. Il clima, temperato e asciutto, è caratterizzato da importanti escursioni termiche, la vicinanza del mare lo rende ventilato d’estate e mite d’inverno, le montagne circostanti formano una barriera di protezione naturale dai venti freddi provenienti da nord.
Il terreno di origine alluvionale è di natura argillosa e sabbiosa, ricco di detriti minerali di diversa composizione con marne di differenti intensità e colorazioni oscillanti dal giallo al bruno, molto variabili anche all’interno di uno stesso vigneto.
La varietà di terreno in stretto legame con il clima, permette di ottenere vini dall’impronta elegante e con caratteristiche ben specifiche: nelle zone più calde spiccano per colore e alcolicità, nelle zone più fresche per acidità e profumi intensi e avvolgenti e nelle aree più asciutte per struttura e corpo.
Nella Doc Friuli Aquileia, che annovera una quindicina di comprensori comunali, si producono vini rossi e bianchi da vitigni autoctoni come il Refosco dal Peduncolo Rosso, Friulano, Verduzzo Friulano, Malvasia Istriana e da vitigni internazionali quali Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Riesling, Sauvignon, Traminer Aromatico, Chardonnay, Müller Thurgau.
Al turista eno-appassionato che raggiunge questa bella città friulana, si consiglia di percorrere la ciclabile che collega Palmanova a Grado per godere dell’incantevole paesaggio ricco di storia, tradizioni e natura incontaminata; magari facendo qualche sosta nelle aziende vitivinicole, spesso dotate di agriturismo, dove poter sorseggiare qualche calice di vino accompagnato dai prodotti tipici del territorio.
Senza tralasciare una visita alla bella, imponente e unica Basilica di Aquileia dedicata alla Vergine e ai Santi Ermacora e Fortunato, risalente al IV secolo d.C., con i suoi maestosi mosaici che danno una testimonianza sulla cultura gastronomica a quei tempi.
Dal nr. 84 della rivista Bibenda (pag 70-73 luglio 2020)
