Dinnanzi ad un calice di vino la sfera emozionale gioca un ruolo di prim’ordine e la degustazione rappresenta un’esperienza multisensoriale frutto dell’intreccio di percezioni visive, uditive, olfattive, gustative e tattili.
Di tutti i sensi, l’olfatto che un tempo era indispensabile per la sopravvivenza in quanto aiutava ad identificare un cibo buono da uno velenoso, a fiutare un pericolo, ad avvertire un nemico, ecc., oggi ha perso importanza e viene utilizzato dal genere umano solo per l’1% delle sue possibilità!
Eppure è un senso fondamentale del quale dovremmo imparare ad avvalerci.
Pensate che la memoria olfattiva che è in grado di riconoscere migliaia di aromi, ha una durata di circa 30 anni contro quella visiva e tattile che si attesta attorno ai 5 anni.
L’olfatto essendo a diretto contatto con il sistema limbico che è responsabile della sfera emozionale, è in grado di farci rievocare memorie ed emozioni e di attivare il rilascio di sostanze chimiche influenzando il nostro umore e stimolando la nostra immaginazione.
È fondamentale anche per la percezione del gusto. Infatti quando ingeriamo una qualsiasi sostanza, la faringe crea una pressione che sposta vapori dalla cavità orale a quella nasale facendoci percepire i profumi, si parla in tal caso di percezione olfattiva retronasale.
Per comprendere la sua importanza è sufficiente mettere in bocca del cibo o del vino e tapparsi il naso.
In tal modo vieteremo alle molecole volatili presenti nella bocca di raggiungere la mucosa olfattiva e non saremo in grado di percepire alcun sapore della sostanza introdotta nel nostro palato.
Ecco allora che per poter godere del fascino di un calice di vino e riuscire a vivere le emozioni che un armonioso ventaglio olfattivo ci sa regalare, dobbiamo allenare l’olfatto.
Quel gesto istintivo del degustatore che lo porta a roteare il calice e ad avvicinarlo al naso è tanto più emozionante quanto più elevata è la sua capacità di riconoscerne il territorio, i fiori, i frutti, il mare, la montagna, il vento, la luce, il sole che esso esprime.
Il naso da solo comunque, non farebbe nulla senza l’aiuto del sistema nervoso, in primis della memoria.
Quando il nostro olfatto cattura un odore, il neurone invia un segnale al bulbo olfattivo che lo rielabora e lo trasmette al sistema limbico che è il centro delle nostre emozioni e che ci procura senso di benessere, euforia, serenità, eccitazione.
Contemporaneamente lo trasmette alla corteccia cerebrale dove si confronta con gli odori catalogati dalla memoria.
Dal confronto tra le immagini in arrivo e quelle presenti nel nostro archivio personale, può avvenire il riconoscimento cosciente dell’odore.
Si capisce da ciò che se non ho mai annusato la fragola, il suo odore non sarà presente nella mia memoria olfattiva, per cui non potrò mai dire che una determinata percezione olfattiva mi ricorda l’odore della fragola.
La mole dell’archivio olfattivo di ciascuno è frutto quindi, sia della capacità di ricordare gli odori percepiti nell’arco della propria vita, sia dell’abilità di riconoscere i vari odori.
Per concludere, se desideriamo immergerci nell’emozionante mondo dei profumi e delle loro emozioni dobbiamo riabituarci ad utilizzare il nostro senso dimenticato: l’olfatto!

 

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