Desmond Nazareth, considerato lo “stregone dei liquori” ha creato nel 2007 la prima distilleria artigianale di distillato di Agave in India.
Nulla di speciale se fossimo in qualche altro Paese, ma in India sono ancora in vigore le rigide regole britanniche che scoraggiano la produzione e l’utilizzo di bevande alcoliche prodotte nel continente indiano.
Ecco allora che riuscire a produrre un distillato utilizzando l’agave indiana risulta essere un’impresa davvero coraggiosa ed eccezionale.
Desmond Nazareth 20 anni fa dopo essere rientrato in India dagli Stati Uniti dove aveva un’azienda di software, riscontrò che nel suo Paese era molto difficile trovare Tequila e altri distillati di importazione di buona qualità e tutto ciò che veniva prodotto in India era di scarsa qualità, principalmente si trattava di un mix di alcol etilico industriale e aromi artificiali.
Fu allora che studiò l’agave indiana ed esaminando i terroir (esposizione solari, altitudine e temperature propizie alla crescita della pianta, ecc) comprese le similitudini con quella Messicana. Nel suo laboratorio casalingo sperimentò il suo primo distillato indiano a base di agave ottenendo degli ottimi risultati.
L’entusiasmo fu tale che trovati gli investitori, cercò un terreno adeguato dove costruire la prima distilleria di distillato d’agave indiano di qualità superiore in grado di rispondere agli standard internazionali.
Non solo, la distilleria che Desmond creò era e continua ad essere una azienda a spreco zero: l’acqua che viene utilizzata nello stabilimento serve infatti ad innaffiare le piante e i resti dell’agave ad alimentare le caldaie.
Purtroppo ancora oggi l’iter burocratico indiano inerente la produzione e commercializzazione di distillati e bevande alcoliche in genere, è estremamente complicato e lento.
Nonostante ciò Desmond desidera realizzare un altro dei suoi sogni, quello di produrre e vendere un superalcolico autoctono utilizzando il fiore dell’albero di Mahua.
Si tratta di una pianta che cresce in tutta l’India centrale. I fiori dal profumo intenso, se essicati al sole hanno un contenuto di zucchero così elevato da fermentare facilmente. Le comunità tribali li hanno utilizzati per secoli per produrre alcol.
Nella mitologia indiana i fiori di Mahua sono considerati un dono degli dei.
Infatti l’albero di Mahua è una delle più importanti fonti di sostentamento delle tribù indiane che attualmente distillano e consumano oltre il 95% dei fiori, utilizzano i semi per la produzione di olio commestibile e i fiori essiccati al sole rappresentano una fonte di denaro.
Dopo varie sperimentazioni Desmond riuscì a produrre il Mahua, a renderlo legale e a produrlo ufficialmente nello stato dell’Andhra Pradesh nel 2016 e ad imbottigliarlo per la vendita a Goa nel 2018. Ma considerando che ciascun stato indiano è regolamentato da leggi diverse sugli alcolici, il suo Mahua per ora può essere venduto solo a Goa e a Karnataka.
La strada per poter espandere la produzione e l’utilizzo del distillato è ancora lunga e attualmente Desmond si sta impegnando a far riconoscere le bevande alcoliche come parte del patrimonio nazionale indiano.
L’obiettivo è quello di far sì che il distillato di Mahua considerato da Desmond un tesoro nazionale tenuto nascosto per ben 130 anni dalla soppressione delle bevande alcoliche tradizionali da parte degli inglesi, alla fine del 19° secolo diventi un distillato conosciuto e venduto in tutto il mondo.
Si tratterebbe dell’unico distillato al mondo ottenuto da un fiore naturalmente dolce.
Dal punto di vista organolettico il distillato di Mahua presenta un colore chiaro, trasparente, cristallino, con note vegetali simili alla Tequila arricchite da una elegante e persistente nota floreale.
La ricetta segreta del derivato del liquore di Mahua, gelosamente custodita dal distillatore, prevede l’utilizzo di sole spezie e miele indiani.
Peccato che per ora se lo volessimo assaggiare dovremmo viaggiare fino a Goa o Karnataka.….perchè no?!
Maria Teresa Gasparet 3 ottobre 2020
