Maggio è il mese delle rose.

Invito tutti gli appassionati di vino a fare il pieno olfattivo del profumo emanato da questo bellissimo fiore perché lo ritroviamo spesso nei vini che degustiamo.
Chi ha partecipato alla “Palestra olfattiva” che propongo nelle serate di degustazione, ha già sperimentato che sentire un odore o un profumo non significa automaticamente riconoscerlo perché ciò avvenga è necessaria la memoria.

Il profumo floreale di rosa che ritroviamo nel calice è il risultato di una metamorfosi chimica e di equilibri che si instaurano tra le diverse molecole volatili. L’analisi scientifica individua la fragranza di rosa nell’alcol feniletilico , nel rodinolo, nel nerolo, nel geraniolo e nel linalolo.

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Coltivate sin dai tempi antichi, le rose hanno subito molti incroci e alcuni ibridi hanno nutrito più di altri la fantasia dei mastri profumieri. Moltissimi profumi sono abilmente creati con l’utilizzo della Rosa Centifoglia originaria del Caucaso, la Rosa Odorata dello Yunnan nel sud ovest della Cina, la Rosa Damascena di Damasco, eccetera.

Anche nel vino la rosa si esprime con le sue più diverse sfumature.
La troviamo per esempio nei vini da uve Moscato e Gewurztraminer ma è presente anche in alcuni vini rossi.
Per esempio incontriamo il profumo di rosa appassita in alcuni Cannonau, Nebbiolo, Barolo troviamo sentori di rosa nell’ Aglianico, nel Chianti, nella Freisa d’Asti , nel Sangiovese, delicati sentori di rosa fresca si avvertono nel Brachetto d’Acqui , in quello d’Asti e nella Lacrima di Morro d’Alba.

E allora godiamoci il mese di maggio passeggiando tra i roseti con l’olfatto attento e sicuramente nel prossimo calice di vino che andremo a degustare la presenza del profumo di rosa non passerà inosservato al nostro naso!

Maria Teresa Gasparet 23 Maggio 2020