Le Qvevri o Kvevri sono anfore in terracotta di origine georgiana e più precisamente della tradizione Kakhetiana e Imeretiana, che dal 2013 sono diventate Patrimonio dell’Unesco
Create con l’argilla, possono contenere fino a 1000 litri di vino.
Produrre Qvevri è una vera e propria arte custodita da poche famiglie e tramandata di generazione in generazione.
Fondamentale è conoscere il luogo dove prelevare l’argilla più fine, i metodi per purificarla e quelli per stagionarla affinchè diventi adatta alla lavorazione.
Il processo di produzione di una Qvevri dura anni e la foggiatura manuale si realizza con la tecnica più antica del mondo che prende il nome di “colombino”.
Si formano dei salsicciotti di argilla che vengono disposti a strati sovrapposti e sagomati nella forma ad anfora. La cottura avviene in forni murati con mattoni scaldati a fuoco a legna, ad una temperatura che supera i 950 gradi.
Il processo dura tre giorni e tre notti ma può protrarsi anche per una settimana. A cottura ultimata, si ricoprono di cera al fine di ottenere una perfetta vetrificazione e impermeabilizzazione.
Nelle cantine georgiane, la Qvevri viene interrata fino al collo e utilizzata per la fermentazione delle uve e per l’affinamento del vino. La chiusura è ermetica e la temperatura naturalmente stabile.
Ancora oggi le Qvevri si producono con l’idea che debbano durare nel tempo. In Georgia se ne trovano alcune che hanno più di 250 anni.
Di grande importanza tecnica è la forma affusolata dell’anfora. L’uva infatti viene pigiata con i piedi e il mosto scende nella Qvevri insieme a bucce e vinaccioli che si depositano nella parte più appuntita, riducendo la superficie di contatto con il vino e quindi il rilascio di tannini amari.
Oltre ai vini rossi, nelle Qvevri si producono soprattutto vini bianchi caratterizzati da lunghe macerazioni sulle bucce che generano vini dal colore ambrato e dai sapori complessi ed opulenti.
La tradizione delle Qvevri che ai tempi dell’Unione Sovietica ha rischiato di scomparire, è sopravvissuta grazie a poche famiglie contadine ed oggi il Paese dal punto di vista vitivinicolo sta vivendo un periodo di rinascita. L’interesse per i vini georgiani sta crescendo anche al di fuori del Paese d’origine e la selezione effettuata da alcuni importatori permette di farli conoscere oltre confine.
Si tratta di vini molto particolari e diversi dal classico gusto internazionale spesso standardizzato. Ciascun vitigno, bottiglia e territorio rappresentano in maniera netta il terroir e regala al degustatore un viaggio sensoriale sicuramente unico e indimenticabile.
