La pandemia di Covid-19 è arrivata anche nel sud del mondo pur se con dati per ora meno importanti rispetto a quelli di Cina, Italia, Spagna, Francia, Usa.
In ogni caso anche in questi Paesi i governi hanno deciso per la chiusura di tutte le attività non indispensabili.
Cosa succede quindi per la vendemmia che ha già avuto inizio nei Paesi produttori di vino (Cile, Argentina, Sudafrica, Nuova Zelanda)?

La Nuova Zelanda ha indicato la produzione di vino come settore economico essenziale per l’economia del Paese e quindi le vendemmie peraltro già iniziate, stanno continuando.

In Cile invece il Ministero dell’Agricoltura non ha ancora dichiarato il settore viticolo come attività essenziale e i vignaioli sono in attesa di ulteriori decisioni in tal senso.
Le uve non sono ancora pronte per la vendemmia ma la data di raccolta delle uve si sta avvicinando.

L’ Argentina ha avviato la chiusura di quasi tutte le attività ma ha inserito quella agricola nei 24 settori economici ammissibili e quindi la vendemmia è salva.

L’ Australia al momento attuale non ha avviato misure molto restrittive e quindi le attività di vendemmia avverranno senza alcuno stop.

Il governo sudafricano invece non considera il vino un bene di prima necessità e ha bloccato il lavoro in vigna e in cantina.
I rappresentanti di categoria stanno cercando un dialogo con le autorità al fine di  far rientrare l’attività agricola tra quelle permesse evitando così di compromettere l’intero settore viticolo e l’annata 2020.

Il problema rimarrà per i prossimi mesi la possibilità di far uscire il vino dai Paesi produttori verso i 02mercati di acquisto.

Maria Teresa Gasparet 2 Aprile 2020