Vini Kosher d’Israele I parte di Maria Teresa Gasparet
Il mio primo ricordo di un vino israeliano risale a una ventina d’ anni fa quando al Vinexpo di Bordeaux, ne assaggiai qualche campione.
Successivamente ebbi occasione di degustare altri vini d’Israele e già allora compresi che esistevano delle ottime premesse per la futura produzione di vino in questa terra.
Ecco allora che qualche mese fa decisi di organizzare con degli amici una serata dedicata ai vini israeliani e l’entusiasmo è stato univoco!
La coltivazione della vite in Israele risale a 5000 anni fa. Nella Bibbia la vite è ricordata ben 200 volte e in essa si trovano indicazioni su come mantenere una vigna: “meglio se il terreno è collinare deve essere libero dalle pietre, si devono scegliere le viti giuste, costruire una vasca e un Torchio”.
Anche la Torah narra che Noè Dopo la salvezza dal diluvio universale, piantò vigneti e preparò del vino che bevve fino a ubriacarsi.
Risale al 2013 la scoperta nella cantina di un palazzo israeliano, di 40 anfore risalenti al 1700 avanti Cristo con residui di uno dei più antichi vini al mondo.
Le varie vicissitudini del paese hanno fatto sì che la tradizione vitivinicola, sia stata in più periodi abbandonata.
Attorno alla metà dell’800 ad opera del filantropo ebreo Moses Montefiore, rifiorisce la viticoltura in Israele, ma fu il francese Edmond de Rothschild nel 1882 a comprendere le similitudini morfologiche della Valle del Golan con la zona francese di Bordeaux e fu allora che fondò la storica cantina Carmel.
Purtroppo all’impianto dei vigneti, seguì dapprima un’estate molto calda che bruciò completamente il primo raccolto, di seguito arrivò la fillossera, la rivoluzione russa e infine il proibizionismo americano che resero molto difficoltosa la crescita della cantina.
Fu solo nel 1983 con la nascita della Golan Heights Winery che nel Paese riprese la produzione di vini.
Israele grazie alla sua forma stretta ed allungata come l’italia, il Cile, la California, comprende una varietà di microclimi adatti alla coltivazione della vite.
Delle cinque zone vitivinicole israeliane, la Galilea è certamente la più vocata . Si tratta di un altipiano lungo 65 km è largo 20 km con un’ altitudine che va dai 400 ai 1200 metri caratterizzato da terreni ricchi e ben drenati, clima fresco e ventilato e ottime escursioni termiche.
A causa della fillossera che distrusse tutti i vigneti a autoctoni a piede franco, in Israele vengono allevati solo vitigni internazionali.
La maggior parte dei vini israeliani è kasher che significa ‘adatto’, vale a dire idoneo al consumo, nel rispetto delle 7 regole ebraiche del Kasherut ma di questo vi parlerò in un prossimo appuntamento.
21 Marzo 2018
