Le 7 regole della Kasherut di Maria Teresa Gasparet II parte
La settimana scorsa vi ho parlato dei vini Kosher d’Israle e oggi vi indico quali sono le norme da rispettare affinchè i vini si possano fregiare di tale nome.
Innanzitutto la kasherut è l’insieme delle norme che indicano quali sono i cibi permessi e il modo in cui devono essere preparati secondo gli insegnamenti della Torah.
1) l’uva non può essere utilizzata per la vinificazione prima che le piante non abbiano raggiunto i 4 anni di vita (ORLAH)
2) nessun frutto o vegetale può essere coltivato tra i filari (KALAI HAKAREM)
3) dal primo raccolto, i terreni e i lavoratori praticanti, devono riposare per un anno ogni 7 anni (SHNAT SHMITA)
4) solo strumenti Kosher possono essere utilizzati nei processi di vinificazione
5) Dal momento in cui le uve raggiungono la cantina, solo gli ebrei osservanti shabbat, sono autorizzati a entrare in contatto con il vino.
I MASHGICHIM sono gli assistenti e supervisori ortodossi.
6) tutto il materiale utilizzato nella produzione deve essere certificato kosher. . Sull’etichetta delle bottiglie di vino ottenute, è indicato il nome del rabbino che ha presieduto ai controlli.
7) una simbolica parte del vino viene gettata in memoria della decima di raccolto che i contadini erano tenuti a versare ai sacerdoti guardiani del tempio di Gerusalemme (TRUMA VEMA’ASER)
non rispettare una sola di queste indicazioni fa decadere ogni certificazione kosher.
Sulle etichette delle bottiglie di vino è indicato il nome del rabbino che ha presieduto ai controlli.
Coloro i quali vogliono produrre vini Kosher altrove, devono seguire le regole 4, 5, 6.
27 Marzo 2018
